Anti-melanconici

A Palermo, per celebrare la recente Pasqua, è stata organizzata una vera e propria festa con grigliata sul terrazzo condominiale. In puro stile far west, viste anche le restrizioni vigenti. Non intendevo proprio questo con il mio precedente post sulla rinnovata alleanza tra condomini…. Però….! Sfido chi non ha dell’Italia e degli italiani un’immagine festosa. E ancor più dei meridionali. E’ una formazione sociale che ci accomuna ai brasiliani. E’ una sorta di patologia endemica: il caos gradevole è la nostra aspirazione. Quanto successo a Palermo non è, come è stato descritto, l’infernale meridione italiano. Il tetto del palazzo per quelle famiglie palermitane (magari erano solo due nuclei, ma numerosi….), per un giorno è diventata una passerella. Una galleria, un bar, una sala da ballo, una palestra, un ristorante, un mercato…. Che da tempo non si possono frequentare come invece si fa sempre in tempi normali. Un antidepressivo sociale, insomma. D’altronde si sa, noi del sud amiamo il rito collettivo e tutti i suoi aspetti barbarici. Per noi i giorni di festa non sono fatti per riposare, ma per partecipare. Probabilmente perché la storia, antica e moderna, ci ha lasciato profonde cicatrici. Intendiamoci, non intendo giustificare quanto accaduto a Palermo. Ma non si può nemmeno negare che tra i miei conterranei le restrizioni non sono ben recepite, se pensiamo anche solo alle cinture di sicurezza che lì sono considerate camicia di forza! Perché noi meridionali, più di tutti, conosciamo gli effetti nefasti di un ambiente melanconico…, e così ne fuggiamo. Siamo anti-melanconici! E come affermava il filosofo del 16° secolo Tommaso Campanella,“… gli abitanti de’ La città del Sole aborrono e sconfiggono le ombre, vestono una camisa bianca di lino e rifiutano il colore nero”.

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