Lecca-lecca

Ognuno di noi possiede una vena immatura e giocosa nascosta nelle sfumature dell’inconscio, che ogni tanto sarebbe giusto liberarla e condividerla senza chiedere il permesso agli specialisti dell’anima e tantomeno a quelli del gusto. Una notizia uscita in settimana mi ha lasciato interdetto mentre la leggevo. Titolo:  “Il lecca-lecca elettronico che ricrea qualsiasi sapore senza usare il cibo”. Sottotitolo: “Un ricercatore della Meiji University in Giappone ha inventato un particolarissimo dispositivo definito come un “taste display”, cioè con la capacità di ricreare artificialmente qualsiasi sapore andando a fare leva sui cinque gusti di base che sono riconosciuti dai recettori presenti sulla lingua”. Il lecca-lecca elettronico? Le molecole affettuose dei miei lecca-lecca, ripescate nell’archivio della memoria mi sono subito entrate in circolo, protestando contro chi stava deviando la risonanza emotiva della storia più edulcorata del mondo. Le mie immagini sono nitide come anche le sensazioni. l lecca-lecca ai miei tempi mi rilassavano gli sfinteri dell’anima oltre che sconvolgermi i punti cardinali delle dolcezze sicure! Talismani colorati, piatti, appiccicosi, dolcissimi, rossanosi, infilati su uno stecchino, che mi succhiavo con gesto voluttuoso e primitivo per godermi fino alla fine tutto il loro gusto magico. Ah, quante scene-chiave della mia vita sono legate ai lecca-lecca! I miei me li somministravano mettendomi in guardia dai malintenzionati: “non accettare mai caramelle dagli sconosciuti”…., un loro modo di dire, come di molti altri genitori di quei tempi, che vedevano le sostanze stupefacenti come insidie che potevano intaccare la mia integrità! Ogni periodo ha i suoi dottori però… Crescendo, nella disinvolta superiorità dell’età adolescenziale, quasi a tracciare un ideale arcobaleno di piacere nel mio cielo, il lecca-lecca di Lolita – che la ragazza Sue Lyon, armata di occhiali a forma di cuore, tiene tra le labbra nel manifesto dell’omonimo film di Kubrick – è stato terapeutico….., alludendo alla mia consapevolezza sessuale e alle nuove pratiche amorose. Crescendo, i lecca-lecca, si sono anche trasformati nella loro funzione piacevole e mi hanno svelato altri loro aspetti.  Quelli antropologici, per esempio, riservati agli  adulatori, ai signorsì, ai leccaculo insomma, totalmente organici al “potere”… Tempo fa, invece, appresi che i lecca-lecca avevano fatto milionaria una 14enne americana che si è ritrovata in un lampo a capo di un impero per essersene inventati certi tipi che evitano la formazione di carie gengivali. Mah…! Riprendendo la poetica del gusto, non voglio piangere sui lecca-lecca versati e dire che la tecnologia è malvagia…., ma credo che possiamo fare a meno dell’innovativo lecca-lecca elettronico! Per ridare al gusto naturale che ciascuno di noi esplora quotidianamente il suo posto di guida dei sensi, ma anche di paradigma del senso!

 

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