Tanti abbracci

Fra le più perfide e demoniache rinunce messe in circolo con raffinata malizia dal maledetto Coronavirus, spicca l’impossibilità di abbracciarsi. Questo  dannato e subdolo infettante che stiamo vivendo, con conseguente sospensione e ribaltamento della nostra quotidianità, ci ha proibito della più clamorosa ed esplicita testimonianza materiale di affetto.  Ci ha disarmato del più bel gesto antico, di una delle più spontanee espressioni umane per dimostrare tenerezza, amore, gioia. Non esistono donatori e riceventi in questo gesto gratuito.  I giornali di ieri raccontano di un storia successa a Reggio Emilia: una mamma disagiata, dopo mesi di quarantena, al primo incontro protetto col figlio, esplode in  baci e abbracci; l’educatrice che assiste per i servizi sociali chiama l’Arma che rifila alla povera mamma 400 euro di multa. Venti giorni prima la stessa multa se l’è beccata un ventenne di Pavia colpevole d’aver abbracciato la sua fidanzata per strada….. Fisime igieniste da Covid!  Ma come si fa a limitare “l’ormone dell’attaccamento” che abita tutta la storia umana? Il primissimo contratto tra mamma e neonato! Quello che influenza e celebra i legami interpersonali, tra famigliari, tra amanti, tra amici…. La mia cara amica Paola, che colleziona immagini di abbracci, ogni volta che gliene mando qualcuna speciale che scovo da qualche parte, mi dice che l’abbraccio è il suo potere “curativo”. Abbiamo bisogno di sano realismo, di abbracci veri che ci fanno  sentire al sicuro, protetti, amati e non dell’emoji dell’abbraccio di Facebook, anche se ringrazio il social network per avercelo donato. L’abbraccio fisico, la cui dimostrazione d’affetto è intraducibile nel mio italiano, è necessario per il benessere psicologico, emotivo e corporeo, ancor più in questo scorrere spietato del tempo. Allena i figli alla vita,  apre i nostri cuori, aumenta il buonumore e la grazia delle persone e, più in generale, offre speranze alla società. Tanti abbracci!

4 commenti su “Tanti abbracci”

  1. Giancarlo Montaldo

    Ciao, Maurizio. Condivido il tuo scritto. Le regole antipandemia hanno azzerato molte delle espressioni di affetto. E quando l’affetto viene gestito dalle regole e dalla burocrazia vuota di buon senso il patatrac è inevitabile. Come dice la saggezza del proverbio “peggio il tacón che il buso”…

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