L’ordine giusto

Si sa com’è un racconto: niente in esso è vero e tutto è vero. Cose della vita vissuta, fatti accaduti, gesti e parole di persone conosciute prendono un ordine diverso e si mischiano con altro. Ci penso mentre lo sto scrivendo, in piena emergenza Covid19, (mai avrei pensato di dedicargli un ulteriore spazio su Morsi di Gusto…), e la luce del giorno comincia a filtrare per la vetrata del mio studio. Da 20 giorni questa scena la inquadro in maniera diversa rispetto al passato: spero, ogni volta, che la nuova luce non sia foriera di nuove paure. Anche se questo sentimento dura poco. Fino a quando, con gli occhi, attraverso il giardino, scruto gli orti di Bra, la Langa, il Monviso, e lo sgomento iniziale si tramuta in emozione felice. L’anomalia del Coronovirus con la complicazione pratica, capace di sommovimenti profondi, radicali, della nostra vita, mi sta insegnando che è importante non farsi disarcionare dalla paura e a non cavalcare il caos dei pensieri. L’Italia è un paese di gente che ama stare insieme, abbiamo facilità di relazione che usiamo per stabilire rapporti. Ma esiste un bene superiore al quale è legittimo sacrificare qualcosa: è la nostra vita e quella degli altri. Lo so che le regole possono essere giudicate pedanti e le infrazioni attraenti. Ma in questo tempo falsato e costretto dal Covid19, non si deve pensare di prendersi una vacanza dagli impegni, soprattutto morali. Questa Italia imprevedibile, deve continuare ad essere un luogo speciale. Invito quindi quei professionisti spavaldi dell’anarchia, che schifano e sfidano le regole, di mettere da parte l’orgoglio dell’intelligenza che li spinge a cercare inutili circonvallazioni e non sottrarsi alle virtù nazionali. Rimanete a casa. Proteggetevi e proteggete i vostri cari.

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